Siamo negli anni 50, in cui molti hanno ancora ben impresse nella mente le spiacevoli conseguenze della seconda guerra mondiale. La maggior parte delle persone hanno subito quel periodo soffrendo la fame, il freddo invernale, il duro lavoro nei campi poco retribuito, cioè quello che comunemente si chiama "miseria".
Tutti questi stenti però, hanno fatto sì che le persone vissute in quell'epoca maturassero una grande voglia di riscatto, rimanessero molto legate alle proprie origini, alla religione, alla propria terra e ai pochi prodotti che essa aveva donato nei momenti difficili.
Tutto questo faceva parte della vita vissuta, dello stato d'animo, del credo, di Benito Paganelli, "Edgardo" per gli amici.
Edgardo infatti in quegli anni ha continuato a sentirsi legato alla terra e ai prodotti tipici e genuini, i quali, anche se in misere quantità, gli avevano permesso di "tirare avanti" nei momenti difficili : l'olio, il vino, il pane.
Ci troviamo a Santarcangelo di Romagna, cittadina collinare nelle vicinanze del mare, dove molti possiedono un "pezzo di terra" e coltivano l'orto, la vite l'olivo.
Edgardo veniva da una famiglia povera, non aveva tantissima terra, ma conosceva bene questi prodotti tipici, perché in tempi non troppo remoti "era andato per garzone" presso grosse aziende, aveva fatto tantissime volte il vino, aveva portato tantissime volte l'oliva a macinare per il padrone, aveva imparato a conoscere profondamente questi prodotti.
Fu così che, coltivando questa grande passione, Paganelli decise di farne una professione, con tanto entusiasmo e voglia di trasmettere agli altri quello in cui credeva.

Iniziò con poco, acquistando l'olio dai produttori locali, controllando scrupolosamente la qualità di ogni partita, e andando poi personalmente casa per casa, tutti i giorni, a promuovere il suo olio.
Ore e ore di colloqui, in cui conobbe tantissime famiglie, molti conobbero quel suo modo simpatico di entrare nelle case, quel trattare ogni argomento con ironia e ottimismo, ma soprattutto conobbero la sua grande passione, l'olio di oliva e i suoi pregi che egli ha sempre conosciuto e, "già da allora", voluto trasmettere agli altri.
Volendo citare uno slogan (fra i tanti) che lo ha accompagnato fino ad oggi, che riassume l'importanza dell'olio di oliva nella rivalutatissima "dieta mediterranea":

"l'olio Paganelli fa crescere sani e snelli".

Proprio in quegli anni Paganelli creò l'ossatura della sua clientela, intere famiglie che gli sarebbero state fedeli per oltre quarant'anni.

Nei primi anni sessanta egli decise di produrre personalmente l'olio extra vergine di oliva e cominciò con un piccolo frantoio. Furono tempi duri ma di grande soddisfazione e, aiutato dalla famiglia, fece costantemente crescere la sua attività.
Iniziò con una pressa, poi due più grandi, tre, quattro, ampliando e potenziando l'azienda. La clientela aumentò, ma Paganelli rimase sempre, come è tuttora, legato alla tradizione, lavorando l'oliva nella maniera più semplice e genuina con Macine di Pietra, ottenendo, per "sgocciolamento a freddo", l'olio extra vergine di oliva, l'unico fra gli oli che si ottiene da un frutto solo con lavorazioni meccaniche, senza aggiuntive lavorazioni chimiche.