LA STORIA

Fin dagli albori della storia, l'olivo era coltivato in maniera diffusa nei paesi del mediterraneo, come attestano gli scritti più antichi e le attrezzature per l'estrazione dell'olio, ritrovate nelle sedi delle più remote civiltà.
Come per altre zone d'Italia, il territorio della bassa Romagna, tradizionale punto di demarcazione fra l'area padana e l'area tipicamente mediterranea, è sempre stato un punto di osservazione privilegiato per lo studio delle colture e della vegetazione nel suo complesso. Fra le piante caratteristiche del clima più temperato, l'olivo costituisce una essenza attestata su questo suolo fin dalla preistoria. Le dimensioni della sua presenza nel tempo si sono modificate in seguito alle variazioni climatiche ed al conseguente oscillare del suo limite settentrionale di espansione.
A partire dall'età villanoviana quantomeno, la presenza dell'olivo in area riminese può dirsi continuativa. Il forte radicamento dell'olivo in questo territorio è testimoniato dalla sua persistente presenza anche nella difficile fase storica che vede la caduta dell'impero, il dispiegarsi delle invasioni barbariche, la crisi dell'assetto agricolo. Nei secoli dell'alto Medioevo, numerose fonti archivistiche segnalano la presenza di olivi sparsi, oppure di oliveti veri e propri nelle campagne collinari presso Santarcangelo di Romagna. Dopo il mille sono più numerose le carte che testimoniano la diffusione dell'olivo in ambito riminese. La documentazione notarile successiva (specie quella quattrocentesca) conferma il peso dell'olivo in tutto il territorio, con speciale fortuna sui rilievi collinari. Nel tardo medioevo, trova una sua eloquente testimonianza grazie grazie alla diffusa presenza dei molini da olio e delle scorte presenti nei castelli di Santarcangelo di Romagna ed in quasi tutti quelli del riminese. 
Successivamente alti e bassi, determinati da una serie di eventi climatici, favorevoli e non, hanno portato alla crisi dei primi dell'ottocento, alla ripresa degli anni trenta, e così via.
Oggi, come in altre parti d'Italia, le condizioni climatiche, il perfezionamento delle tecniche colturali, delle tecniche Molitorie, soprattutto per l'aspetto igienico e di potenzialità produttiva, hanno fatto si che l'olio extra vergine di oliva assumesse una grande importanza commerciale nel territorio.
L'Italia detiene il primato a livello mondiale nel consumo di questo olio che, dopo fasi alternanti, recentemente registra una ottima ripresa. 

Il frantoio PAGANELLI si è sempre distinto per la divulgazione dei pregi e dell'importanza che assume l'olio extra vergine di oliva nell'alimentazione.


 





 
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